Budo
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Nell'iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: esso, durante la fioritura, mostra uno spettacolo incantevole nel quale il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura avvolta nell'armatura, ma è sufficiente un improvviso temporale perché tutti i fiori cadano a terra, proprio come il samurai può cadere per un colpo di spada infertogli dal nemico. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo ma come l'unica maniera onorevole di andarsene, riflette nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso ancora oggi ricordato è "hana wa sakura gi, hito wa bushi" che tradotto significa "Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero" - (Come il fiore del ciliegio è il migliore tra i fiori, così, il guerriero è il migliore tra gli uomini). Tratto da Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Samurai
Nel concetto di Budo, anticamente Bujitsu, vengono racchiuse tutte quelle pratiche (arti marziali) atte a perseguire la via (do) della conoscenza interiore, senza distinzione di stili. Nello Shinken Dojo vengono praticate due arti marziali distinte, apparentemente diverse tra loro, ma con moltissimi punti in comune, tanto da rendere quasi impossibile la scissione di esse. La miscela di Kenjutsu e Aikido porta i praticanti ad un livello percettivo diverso, ad uno stato di consapevolezza unico nel suo genere. Praticare lo Shinken Shobu Ryu significa raggiungere una "completezza" e uno zanshin totale.
Kenjutsu Shinken Shobu Ryu
Il Kenjutsu è un'antica arte marziale giapponese costituita dall'insieme delle tecniche di katana, la tipica spada, utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo. Il Kenjutsu è nato per combattere ed uccidere i nemici sul campo di battaglia, sviluppato dalla classe guerriera giapponese nel corso dei secoli. La Shinken Shobu Ryu è una gendai ryu (scuola moderna) di kenjutsu codificata dal Maestro Davide Pollione sulla base del bagaglio tecnico della Hōki-ryū, una cosiddetta koryu (scuola antica). Questa precisazione è fondamentale ed inquadra perfettamente la linea tecnica del Maestro Davide Pollione. La derivazione dello Shinken Shobu Ryu dallo stile classico Hōki-ryū spiega la profondità e l'efficacia dell’insegnamento del maestro. Shinken Shōbu 真剣勝負流 (letteralmente “combattimento con spade vere"): indica, nel contesto marziale contemporaneo, un approccio realistico al combattimento, dove ogni movimento viene eseguito con la massima concentrazione, poiché in un contesto reale un singolo errore sarebbe fatale. Tale approccio punta a rendere applicabili e vivi i concetti marziali tramandati dalla tradizione. La Hōki-ryū 伯耆流 è stata fondata nel tardo periodo Muromachi da Katayama Hōki-no-kami Fujiwara Hisayasu (1575-1650), comprendeva al suo interno un vasto curriculum che abbracciava kenjutsu, iaijutsu, bōjutsu e jojutsu ed è conosciuta in particolare per le sue tecniche di iaijutsu (居合術) l'arte dell'estrazione e dell'uso immediato della lama. Gran parte del curriculum antico e delle diverse linee di insegnamento della scuola sono andati perduti durante la Seconda Guerra Mondiale; è tuttora in atto un’opera di ricostruzione presa in carico dall’attuale generazione della scuola, guidata dal M° Nakashima Atsumi. La Shinken Shobu Ryu si inserisce autonomamente in questo filone di ricerca, recuperando ed innovando alcune delle caratteristiche salienti della Hōki-ryū, tra cui: La Shinken Shōbu Ryū del Maestro Davide Pollione propone un approccio al Kenjutsu fruibile e moderno, ma con radici profonde, che traggono origine direttamente dalla tradizione delle scuole dei samurai del XVII secolo. "Lo sforzo maggiore è nell’inseguire l’immagine di come noi vorremmo essere, perdendo così la consapevolezza di ciò che invece siamo, e spesso siamo molto di più di ciò che vorremmo essere.” - M° D. Pollione
Aikido
Nel 1917, dopo essersi diplomato alla scuola di Daito Ryu e aver già studiato diverse forme di Jujitsu, assorbendo diverse idee tecniche e teoriche di altre discipline, il maestro Ueshiba Morihei si rese conto delle difficoltà di divulgare un’arte marziale orientata solo al combattimento e pensò che i più vasti ideali di una Via, il “DO”, fossero più indicati per una società moderna. Così nel 1938 iniziò ad insegnare la sua nuova “via della divina armonia”: l’Aikido. “Il segreto dell’AIKIDO non è come muovi i tuoi piedi, ma come muovi la tua mente.” - M° Ueshiba Morihei
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